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NEWS ed Eventi

31 Gennaio 2008 - FORUM “Aree Marine Protette e Sviluppo Sostenibile nei Sistemi Territoriali” [leggi ]

23 Gennaio 2008 - WORKSHOP “Aree marine protette e cambiamenti climatici” [leggi ]

15 Gennaio 2008 - WORKSHOP “Aree marine protette e tonno rosso: il dibattito internazionale” [leggi ]

27 e 28 Dicembre 2007 - CICLO DI SEMINARI “Il ruolo delle aree marine protette nella strategia di sviluppo sostenibile dei sistemi territoriali” [leggi ]

 

LE AREE MARINE PROTETTE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE

Il sistema delle risorse naturali, con particolare riferimento alle aree protette, sia terrestri che marine, si pone al centro del dibattito in corso sulla sostenibilità dello sviluppo in virtù delle funzioni che le suddette aree svolgono non solo in relazione alla dimensione ambientale, ma più in generale nel contesto socio-economico e culturale, sia a livello locale che globale.

L'esigenza di conciliare crescita economica ed equa distribuzione delle risorse in un nuovo modello di sviluppo ha iniziato a farsi strada a partire dagli anni '80, in seguito all'avvenuta presa di coscienza del fatto che il concetto di sviluppo classico legato, cioè, esclusivamente a quello di crescita economica, avrebbe causato entro breve il collasso dei sistemi naturali e che la crescita economica di per sé non basta, lo sviluppo è reale solo se migliora la qualità della vita in modo duraturo.

Nella sua accezione più ampia il concetto di sostenibilità implica la capacità di un processo di sviluppo di sostenere nel corso del tempo la riproduzione del capitale fisico, umano, sociale e ambientale.

Ufficialmente il termine compare per la prima volta nel 1980 nel titolo di un documento internazionale sulla "Strategia Mondiale per la Conservazione ", redatto dall'IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) , dal Programma Ambiente per le Nazioni Unite (UNEP) e dal WWF, tuttavia, è solo nel 1987 che la Commissione Indipendente sull'Ambiente e lo Sviluppo (World Commission on Environment and Development) presieduta da Gro Harlem Brundtland, ne fornisce una definizione precisa.

L'umanità ha la possibilità di rendere sostenibile lo sviluppo, cioè di far sì che esso soddisfi i bisogni dell'attuale generazione senza compromettere la capacità delle generazioni future di rispondere ai loro ”.

In seguito, il concetto di sviluppo sostenibile viene ufficializzato in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo tenutosi a Rio de Janeiro nel giugno del 1992. In questa occasione è nata la Commissione per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, con il mandato di elaborare indirizzi politici per le attività future e promuovere il dialogo e la costruzione di partenariati tra governi e gruppi sociali ed è stato sottoscritto da 178 governi un ampio documento definito Agenda 21 , in cui si riconosce che:

“… operare verso lo sviluppo sostenibile è principale responsabilità dei Governi e richiede strategie, politiche, piani a livello nazionale …”

Nel 2001, l' UNESCO ha ampliato il concetto di sviluppo sostenibile indicando che "la diversità culturale è necessaria per l'umanità quanto la biodiversità per la natura (...) la diversità culturale è una delle radici dello sviluppo inteso non solo come crescita economica, ma anche come un mezzo per condurre una esistenza più soddisfacente sul piano intellettuale, emozionale, morale e spirituale".

Durante il Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile, tenutosi a Johannesburg (settembre 2002) , è stato approvato il Programma d'Azione per rilanciare i temi sullo sviluppo sostenibile promuovendo ulteriori iniziative. Il Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (WSSD) ha riconosciuto per le strategie regionali e nazionali che lo sviluppo sostenibile non può essere realizzato in modo isolato e che gli indirizzi internazionali devono essere adattati alle circostanze locali e alle condizioni dell'eco-regione di riferimento .

In sintesi il concetto di sviluppo sostenibile si sostanzia in un principio etico e politico, che implica che le dinamiche economiche e sociali delle moderne economie siano compatibili con il miglioramento delle condizioni di vita e la capacità delle risorse naturali di riprodursi in maniera indefinita. La sostenibilità è, dunque, da intendersi non come uno stato o una visione immutabile, ma piuttosto come un processo creativo con radici fondate nel territorio, che richiama la necessità di coniugare le tre dimensioni fondamentali e inscindibili dello sviluppo: Ambientale, Economica e Sociale.

Il concetto di sviluppo sostenibile si caratterizza, pertanto, per la sua triplice dimensione:

Tale triplice dimensione è stata colta appieno dalla UE che nella sua Costituzione recita: “ L'Unione si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico (Costituzione europea – Titolo I – articolo I -3).

Inoltre, nel riesame della strategia per lo sviluppo sostenibile COM(2005) 658, la Commissione evidenzia una serie di questioni essenziali, che necessitano del massimo impegno al più alto livello politico, annoverando tra queste la gestione delle risorse naturali , con il proposito di salvaguardare la capacità del pianeta di sostenere tutte le diverse forme di vita, rispettare i limiti delle sue risorse naturali e promuovere la produzione e il consumo sostenibili per spezzare il vincolo tra crescita economica e degrado ambientale .

In particolare, le Aree Marine Protette (AMP) intese come “ Qualunque area intertidale o sublitorale con le acque che la ricoprono, la flora, la fauna, le caratteristiche storiche e culturali, sottoposta per legge a misure di protezione riferite, in tutto o in parte, all'ecosistema ambientale che vi è compreso ” (definizione fornita dall'International Union for Conservation of Nature and natural resources, Buenos Aires 1995) rappresentano un esempio di sistema naturale in cui i fruitori divengono protagonisti di modelli di sviluppo sostenibile.

La centralità del ruolo svolto dalle AMP nel perseguimento dello sviluppo sostenibile è stata ulteriormente ribadita in occasione del World Summit sullo sviluppo sostenibile del 2002, che ha evidenziato come la gestione razionale dell'ambiente marino sia fondamentale per poter utilizzare efficacemente le sue risorse, conservandolo per le generazioni future e ha stabilito che le aree marine protette entro il 2012 debbano validare la propria esistenza e "certificare" il raggiungimento dei propri obiettivi non solo nel campo biologico, ma anche socioeconomico ed amministrativo, e debbano organizzarsi in un sistema di tipo network.

Appare fondamentale evidenziare come, pur essendo la protezione ed il ripristino dei valori biologici la principale finalità attribuita all'istituzione di un'AMP, alla stessa viene riconosciuto un ruolo centrale nell'incentivare l'uso sostenibile di tutte le risorse presenti sul territorio, nel favorire attività di ricerca, educazione ed addestramento, per diffondere e approfondire le conoscenze sull'ambiente marino e stimolare nuove forme di ricreazione e turismo compatibili dal punto di vista ambientale. Queste funzioni complessivamente considerate e opportunamente attivate possono favorire il raggiungimento di numerosi benefici connessi alle diverse dimensioni della sostenibilità dello sviluppo.

In relazione alla dimensione Ambientale i vantaggi derivanti dall'istituzione di un'AMP riguardano:

In relazione alla dimensione Economica, l'istituzione e la corretta gestione di un'AMP favoriscono:

Infine, in relazione alla dimensione Sociale, i potenziali vantaggi riguardano:

Appare evidente quindi, che la protezione di un'area non implica l'esclusione da essa di qualsiasi attività umana, con particolare riferimento a quella produttiva, ma richiede la realizzazione di forme di sviluppo diverse, che si potranno attuare solo considerando il ruolo svolto dall'area marina protetta all'interno di un sistema territoriale che include non solo la costa ma anche l'entroterra. Infatti, solo la gestione integrata e coordinata di tutte le attività presenti nel sistema permette un utilizzo efficiente e sostenibile delle risorse naturali, economiche e culturali dell'area marina.

Il difficile rapporto tra conservazione della risorsa marino costiera e l'uso antropico del territorio richiede, dunque, la partecipazione fattiva di tutti gli attori interessati, utenti, operatori economici, policy maker locali ad una gestione oculata di tale patrimonio legato indissolubilmente alla crescita economica e sociale del sistema territoriale su cui insiste.  

  Fondazione Simone Cesaretti 2008 / 2009