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NEWS ed Eventi

31 Gennaio 2008 - FORUM “Aree Marine Protette e Sviluppo Sostenibile nei Sistemi Territoriali” [leggi ]

23 Gennaio 2008 - WORKSHOP “Aree marine protette e cambiamenti climatici” [leggi ]

15 Gennaio 2008 - WORKSHOP “Aree marine protette e tonno rosso: il dibattito internazionale” [leggi ]

27 e 28 Dicembre 2007 - CICLO DI SEMINARI “Il ruolo delle aree marine protette nella strategia di sviluppo sostenibile dei sistemi territoriali” [leggi ]

 

LE AREE MARINE PROTETTE E LA PESCA SOSTENIBILE

Le aree marine protette rappresentano un habitat fondamentale per garantire la conservazione, il mantenimento e la salvaguardia della biodiversità e favorire una gestione sostenibile delle risorse naturali.

Questa funzione appare centrale se si considera che, come ampiamente denunciato da numerosi appelli della FAO, nonché da dati scientifici raccolti da diversi istituti di ricerca, il mare è soggetto ad uno sfruttamento che va oltre le sue capacità di riproduzione. Di conseguenza, le risorse marine si vanno sempre più depauperando e necessitano di un'attenta gestione, al fine di continuare a beneficiare del loro apporto all'alimentazione mondiale e al contributo economico e sociale che esse forniscono.

La pesca, pur essendo una delle attività di sostentamento più antiche in assoluto, ricopre oggi un ruolo centrale nella generazione di benessere. Considerando i dati disponibili a livello mondiale appare evidente come tale settore rappresenti una componente particolarmente dinamica dell'industria alimentare. Gli Stati costieri hanno nel tempo investito sempre più in metodologie di cattura altamente tecnologiche, nel tentativo di trarre vantaggio dalle opportunità emergenti. Allo stato attuale, come dimostrato da diversi studi (Botsford et al. , 1997) il 44% degli stock ittici mondiali risulta sfruttato in modo intensivo o totale, il 16% è sovrasfruttato, il 6% esaurito e solo il 3% sta lentamente riprendendosi. Questi chiari segni di sovrasfruttamento, accompagnati ai fenomeni di modificazione degli ecosistemi e alle significative perdite economiche che ne derivano, stanno mettendo in crisi la sostenibilità delle risorse ittiche.

Già a partite dalla fine degli anni '80 è divenuto chiaro che le risorse della pesca non avrebbero potuto sostenere questo rapido e incontrollato sfruttamento. E' emersa, quindi, l'esigenza di ricercare nuovi approcci alla gestione della pesca comprendenti considerazioni ambientali e di conservazione. La necessità di raggiungere un equilibrio tra risorse biologiche e sforzo di pesca è stata colta appieno dalla FAO che, nel 1995, ha pubblicato il Codice di Condotta per la Pesca Responsabile il cui obiettivo ultimo è quello di salvaguardare il patrimonio di risorse biologiche per la sussistenza delle generazioni future , evitando il sovrasfruttamento delle risorse e assicurando il loro naturale rinnovarsi in armonia con l'ambiente. Il Codice riconosce l'importanza nutrizionale, economica, sociale, ambientale e culturale della pesca, tenendo conto degli interessi di tutti coloro che sono coinvolti nel settore.

Tuttavia, va precisato che le cause dell'attuale situazione di depauperamento degli stock ittici sono in parte da ricercare anche nel fallimento dei tradizionali strumenti gestionali delle risorse alieutiche finora adottati. Le politiche basate sulle limitazioni delle quote o dello sforzo di pesca, sull'adozione di periodi di fermo pesca si sono rivelate spesso fallimentari soprattutto a causa dell'inadeguatezza dei sistemi di sorveglianza.

Queste considerazioni hanno condotto molti studiosi, nonché diversi organismi preposti alla gestione della pesca, a focalizzare sempre più l'attenzione sulle aree di tutela biologica, ed in particolare sulle Aree Marine Protette, come un'alternativa sempre più frequente ad altre strategie di gestione delle risorse, in quanto validi strumenti per la conservazione e gestione degli ecosistemi marini e delle specie oggetto di pesca. L'istituzione di un'AMP presenta il vantaggio di una maggiore semplicità nelle operazioni di controllo rispetto a quella in una zona dove la pesca è limitata. A ciò si aggiungono, inoltre, i potenziali effetti positivi sulla pesca, che tradizionalmente vengono suddivisi in due categorie:

Oltre alla generazione di questi benefici, l'istituzione di un'AMP offre nuove opportunità di sviluppo socio-economico legate al pescaturismo e all'ittiturismo, intese non solo come mezzo di integrazione del reddito, ma anche come potente strumento per la divulgazione della conoscenza dei valori del mare.

Pertanto, l'istituzione di un parco marino o di un'Area Marina Protetta non deve essere considerata quale elemento che penalizza la comunità locale, ed in particolare una categoria specifica che è quella di chi pratica la pesca, ma deve essere vissuto come un processo sociale, economico e antropologico che si sviluppa nel tempo.

Come più volte evidenziato anche dall'UE nella propria Politica per la Pesca, la concertazione tra i diversi attori coinvolti costituisce una condizione indispensabile per promuovere un processo sostenibile della pesca tale da coniugare le esigenze di sviluppo economico con quelle di tutela dell'ambiente.

Indubbiamente, il primo passo per instaurare un rapporto corretto tra chi gestisce le AMP e il mondo della pesca è la condivisione delle regole, basata sulla comprensione e sulla comune pianificazione degli scopi e delle potenzialità dell'AMP. Lo sviluppo della collaborazione tra AMP ed organizzazioni della pesca può passare attraverso lo studio comune di strumenti innovativi. L'apporto ed il coinvolgimento dei pescatori, in particolare, può concretizzarsi nella partecipazione in maniera propositiva alla definizione delle aree e delle perimetrazioni; nella individuazione e condivisione delle misure gestionali; nello svolgimento di attività di presidio ambientale sul territorio dell'AMP e nella realizzazione di azioni di conservazione e miglioramento della qualità ambientale. Un ulteriore contributo essenziale che può essere fornito da parte del mondo della pesca può riguardare la crescita della fruizione turistica incentrata sul recupero degli ambienti tradizionali, delle produzioni e dei piatti tipici, nonché delle varie attività che prevedono la partecipazione da parte del turista alle attività di pesca tradizionali , proponendo anche l'avvio di nuovi servizi, quali ad esempio la sorveglianza, il whale-dolphin watching e l'educazione ambientale.

 

 

 

 

  Fondazione Simone Cesaretti 2008 / 2009